Appalti pubblici, UCSI presenta esposto a Governo e Autorità: i consorzi stabili fuori dal mercato

L’Unione Consorzi Stabili Italiani ha presentato in data odierna un esposto formale all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, all’ANAC, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, denunciando la situazione di esclusione sistematica dei consorzi stabili dal mercato dei lavori pubblici, determinata dal combinato effetto del correttivo al Codice dei Contratti e della sua mancata attuazione amministrativa.

Il nuovo assetto normativo introdotto dal D.Lgs. 209/2024 ha previsto la possibilità per i consorzi stabili di qualificarsi in proprio, ma nessuna procedura concreta è stata ad oggi attivata. L’assenza di indicazioni operative da parte dell’ANAC e l’impossibilità di sottoscrivere contratti di attestazione rendono inapplicabile la nuova disciplina, generando una paralisi operativa.

A rendere ancora più critica la situazione, l’Ufficio Legislativo del MIT, nella persona della dott.ssa Elena Griglio, ha espresso parere contrario alla richiesta di proroga delle nuove disposizioni, vanificando gli sforzi di adeguamento proposti anche in sede parlamentare.

Sul piano istituzionale, l’UCSI denuncia inoltre l’assenza totale di interlocuzione con l’ANAC, che non ha mai convocato l’associazione, pur rappresentando i consorzi stabili a livello nazionale. Una scelta tanto più grave se si considera che altri soggetti sono stati ricevuti, come da documentazione in nostro possesso.

“Assistiamo a un vero e proprio isolamento normativo e istituzionale. I consorzi stabili vengono spinti ai margini senza una reale motivazione tecnica, con evidenti benefici per pochi soggetti già consolidati nel mercato. Chiediamo alle Autorità di ripristinare condizioni eque di accesso alla concorrenza.”
Il Presidente UCSI

L’UCSI sottolinea inoltre la grave disparità di trattamento rispetto ad altri modelli consortili, come i consorzi di cooperative e tra imprese artigiane, che non subiscono limitazioni analoghe, e richiama l’attenzione sui profili di incostituzionalità e di incompatibilità con il diritto europeo.

In allegato, l’esposto è reso disponibile in forma integrale.