Presentato esposto ad AGCM, ANAC, MIT e Presidenza del Consiglio
Roma, 15 maggio 2025 – L’UCSI – Unione Consorzi Stabili ha presentato un esposto formale alle massime Autorità del sistema degli appalti pubblici – AGCM, ANAC, Presidenza del Consiglio dei Ministri e MIT – per denunciare una realtà che non può più essere ignorata: i consorzi stabili sono stati di fatto estromessi dal mercato dei lavori pubblici.
Una doppia responsabilità: normativa e amministrativa
La situazione è il risultato di due fattori convergenti:
- Il D.Lgs. 209/2024, correttivo al Codice Appalti, ha introdotto limitazioni drastiche all’articolo 67, privando i consorzi stabili della loro funzione originaria;
- A cinque mesi dall’entrata in vigore, nessun atto attuativo è stato adottato. Gli organismi SOA non possono rilasciare le attestazioni necessarie. Il sistema è paralizzato
Una categoria bloccata, il mercato alterato
I consorzi stabili non possono più operare. Le imprese consorziate non possono più beneficiare della copertura qualificatoria del consorzio.
Al contrario, altri soggetti aggregati – come i consorzi di cooperative e tra imprese artigiane – continuano a partecipare alle gare senza alcuna restrizione.
Il risultato?
Una distorsione evidente della concorrenza, un blocco selettivo e strutturale a danno di una sola categoria. Un danno che ricade sulle PMI, sulla pluralità del mercato, e sul principio di uguaglianza di trattamento.
- Immediata attuazione amministrativa delle norme, con indicazioni operative per la qualificazione;
- Riconoscimento dei requisiti già maturati dai consorzi;
- Parità di trattamento con gli altri modelli consortili;
- Intervento dell’AGCM per accertare e sanzionare gli effetti anticoncorrenziali in atto.
UCSI – Unione Consorzi Stabili