Edilizia/Correttivo Codice appalti: così moriranno tutte le PMI dell’edilizia

Roma, 30 ottobre 2024 – L’Unione dei Consorzi Stabili Italiani (UCSI), nella persona del suo
Presidente Giuseppe Costantino, esprime seria preoccupazione per l’ipotesi di modifica al
regime di qualificazione dei consorzi stabili prevista dalla bozza del Decreto Legislativo
recante “Disposizioni integrative e correttive al Decreto Legislativo 31 marzo 2023, N. 36”.
La modifica, prevista all’articolo 22 del Decreto, rappresenta un ritorno a una visione distorta
dell’istituto dei consorzi stabili, volta a limitarne la funzione pro-concorrenziale, e mina la
capacità di aggregazione e crescita delle piccole e medie imprese italiane.

“Le proposte contenute nel Decreto rappresentano un’involuzione normativa che
depotenzierebbe pesantemente i consorzi stabili, trasformandoli di fatto in meri strumenti di
avvalimento, anziché riconoscerne il ruolo di aggregazione e supporto alla partecipazione
delle PMI alle gare pubbliche,” ha dichiarato Giuseppe Costantino. “Questo approccio, già
bocciato nel 2019 con il decreto ‘Sblocca Cantieri’, rischia di azzerare i progressi fatti nel
riconoscere l’importanza dei consorzi stabili per il sistema dei lavori pubblici e per l’economia
nazionale, compromettendo il ruolo cruciale dei consorzi nel supportare le piccole e medie
imprese e facilitare la loro partecipazione agli appalti pubblici.”

L’UCSI sottolinea che il tradizionale regime di qualificazione “a cumulo alla rinfusa” dei
requisiti ha permesso ai consorzi di fungere da piattaforma pro-concorrenziale per le piccole
e medie imprese, garantendo loro l’accesso a numerosi appalti finanziati con fondi PNRR,
oltre a colmare il vuoto lasciato dalla crisi delle medie imprese italiane, iniziata nel 2007 e
aggravata dagli effetti della gestione delle principali opere pubbliche del Paese.

“La scelta operata dal Governo nel 2019 ha confermato il valore del modello consortile come
strumento per potenziare le PMI e assicurare una maggiore partecipazione alle gare.
“Tornare ora a un regime basato sull’avvalimento per singola gara significherebbe la fine per
molti consorzi stabili, con effetti disastrosi su progetti in corso, inclusi quelli finanziati dal
PNRR,” ha aggiunto Costantino, “compromettendo pesantemente la capacità di portare
avanti gli investimenti strategici e lo sviluppo infrastrutturale del Paese.”

L’UCSI auspica che il Governo riconsideri tale proposta e apra un dialogo costruttivo con
tutte le parti coinvolte per trovare soluzioni che non penalizzino le PMI e il sistema consortile.
Per questo chiede al Governo e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di essere
audita per trovare una soluzione condivisa. In mancanza di segnali concreti, “L’UCSI si dice
pronta a mobilitarsi in ogni forma consentita per difendere la sopravvivenza dei consorzi
stabili e il valore che essi portano all’intero tessuto imprenditoriale e all’economia nazionale,
garantendo opportunità di crescita e sviluppo per le piccole e medie imprese e sostenendo
la realizzazione degli investimenti strategici del Paese.”